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Tutti i numeri della dengue

Da qualche anno la dengue è diventata una delle maggiori patologie infettive emergenti. Un serio problema di sanità pubblica, che interessa chi vive nei paesi tropicali ma anche chi viaggia, visto che la malattia è endemica in tutte le destinazioni turistiche più popolari.
Secondo le ultime stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, 50 milioni di persone vengono infettate ogni anno dal virus della dengue; i decessi sono 24.000 e si verificano soprattutto tra i bambini.
Dal 1970, quando la febbre dengue era segnalata solo in 5 paesi del sudest asiatico, la malattia è diventata endemica in più di 100 nazioni situate nella fascia tropicale e subtropicale e il numero di persone infettate è aumentato di 20 volte.
Il sudest asiatico rimane tuttora l'area a maggiore diffusione, ma negli ultimi anni si è registrato un trend crescente anche in America centro-meridionale e nei Caraibi.

La dengue è una forma virale acuta, trasmessa all'uomo dalla puntura di una zanzara, che di solito è l'Aedes aegypti, la stessa che in alcune zone del mondo è responsabile della trasmissione della febbre gialla.
Non esiste la possibilità di contagio diretto tra uomo e uomo; l'essere umano, se punto da una zanzara infettata dai virus della dengue, diventa 'ospite' della malattia e, durante il periodo di contagiosità, può veicolare il virus a nuove zanzare che, a loro volta, lo trasmetteranno ad altre persone.
I sintomi insorgono in modo improvviso e sono spesso simili a quelli dell'influenza o di altre malattie febbrili: febbre, dolori muscolari e alle ossa, forte cefalea e, a volte, nausea, vomito e rash cutaneo.
Nella sua forma benigna la malattia evolve positivamente, ma in alcuni casi il virus può scatenare una forma emorragica che, se non trattata, può risultare fatale. Si conoscono quattro tipi di virus della dengue, ciascuno con caratteristiche antigeniche distinte; per questo motivo, chi contrae la malattia sviluppa un'immunità nei confronti di quel particolare tipo di virus e non verso gli altri tre. Nel caso di una nuova, ulteriore infezione, l'organismo non risulta avvantaggiato anzi, è maggiormente esposto a gravi complicazioni e a forme emorragiche.
La dengue è spesso confusa con altre malattie, come malaria, febbre tifoide o altre malattie febbrili, ma è sufficiente un semplice esame del sangue per rilevare la presenza di anticorpi specifici e avere una diagnosi certa, anche a distanza di settimane o mesi.
Non esistono finora cure né vaccini, si può agire solo attraverso la prevenzione, sia a livello individuale sia con la lotta sistematica alla zanzara vettore.
La maggiore diffusione e l'aumento dei casi di dengue vengono attribuiti al massiccio spostamento di popolazione dalle zone rurali verso i centri abitati che, sempre di più, determina un'incontrollata urbanizzazione e condizioni igienico sanitarie precarie nei paesi in via di sviluppo.

La dengue nei viaggiatori
Secondo molti esperti l'incidenza di febbre dengue nei viaggiatori è sottostimata; molti contraggono la malattia mentre sono in viaggio, spesso guariscono in poche settimane e quindi non segnalano l'infezione al loro rientro. La mancata acquisizione dei dati rende difficile la sorveglianza e aumenta la probabilità di diffusione della malattia, anche nei paesi occidentali.
Il GeoSentinel Surveillance Network, un organismo internazionale specializzato in medicina tropicale e malattie legate ai viaggi, dispone di un database tra i più aggiornati. Ha pubblicato un lavoro scientifico nel quale si legge che nell'ultimo decennio le diagnosi e le ospedalizzazioni da dengue tra i viaggiatori al rientro da qualunque regione tropicale, tranne l'Africa, sono state più frequenti di quelle dovute a malaria.
Nel 70 percento dei casi esaminati, i viaggiatori infetti provenivano dall'Asia e, in particolare da Thailandia, India e Indonesia. Il 15 percento tornava da un viaggio in America Latina, soprattutto dal Brasile, il 9 percento dai Caraibi e una minima parte da Africa e Oceania.
I viaggiatori colpiti da dengue erano per i due terzi turisti e tra questi non emergeva alcuna differenza di sesso, età o durata del viaggio. Molto interessante, invece, la relazione tra il numero di turisti infettati e il periodo in cui avevano trascorso la vacanza.
Nel sudest asiatico e in India i casi di infezione aumentavano significativamente da settembre a dicembre e si registrava un picco anche in giugno; il mese di marzo risultava il peggiore per il Sudamerica; tra settembre e ottobre era invece la stagione sfavorevole nei Caraibi. C'è quindi maggiore probabilità di contrarre la malattia durante le stagioni umide e piovose.
Nelle regioni ad alta endemia il rischio esiste tutto l'anno ed aumenta sensibilmente quando da un focolaio nascono fenomeni epidemici, solitamente segnalati dalle autorità competenti negli avvisi ai viaggiatori.

Prevenire la dengue
Le zanzare responsabili del contagio sono attive di giorno e pungono preferibilmente al mattino presto e nel tardo pomeriggio, durante le ore immediatamente dopo l'alba e prima del tramonto. E il rischio maggiore non si corre in ambienti remoti, quali giungle o foreste: le zanzare Aedes depositano le uova sui ristagni d'acqua in prossimità di zone abitate e prediligono perciò le aree urbane e semi urbane.
La proliferazione degli insetti è pertanto favorita in tutti quegli ambienti, più o meno degradati, dove si raccoglie acqua piovana e non vengono effettuati periodici interventi di disinfestazione. Naturalmente, è più facile che possa scoppiare un fenomeno epidemico durante la stagione delle piogge.

Poiché non esistono vaccini né trattamenti, è indispensabile proteggersi dalle zanzare Aedes tanto all'esterno quanto all'interno delle abitazioni, usando le stesse misure raccomandate per evitare la puntura di qualsiasi insetto nocivo: indossare abiti che coprano il corpo, preferibilmente di colore chiaro, evitare l'uso di profumi, scegliere abitazioni provviste di zanzariere alle finestre o sul letto e, soprattutto, spruzzare o spalmare periodicamente repellenti sulla cute.
Quelli contenenti DEET al 35% sono i più efficaci; qualora fosse necessario usarli in spiaggia è meglio applicare prima la crema solare, aspettare una ventina di minuti e poi usare il prodotto contenente DEET.
Un aiuto essenziale viene anche dagli insetticidi spray, serpentine e diffusori elettrici, che servono a 'pulire' gli ambienti chiusi prima di soggiornarvi; i migliori sono quelli a base di piretroidi e possono essere usati anche per spruzzare gli abiti e impregnare le zanzariere.
Nessuna di queste banali misure di protezione serve, se presa da sola, ad evitare il contagio, ma una ragionevole combinazione di ognuna di esse riduce sensibilmente il rischio di essere punti dalle zanzare e quindi di contrarre la dengue.

Tra tutti i sistemi di protezione dalle zanzare normalmente adottati, ce ne sono alcuni totalmente inefficaci: gli apparecchi ad ultrasuoni, i braccialetti antizanzare, l'assunzione di vitamina B1 e naturalmente tutti i repellenti di dubbia provenienza che potrebbero contenere sostanze non approvate.
L'olio di citronella e i repellenti basati su 'sostanze naturali' sono una barriera molto debole, e soprattutto di brevissima durata, che non garantisce una protezione adeguata.
Se nonostante tutto si dovesse verificare una febbre sospetta è opportuno rivolgersi al medico e resistere alla tentazione di un autotrattamento: l'uso di alcuni farmaci, come ad esempio l'aspirina, potrebbe favorire o aggravare eventuali manifestazioni emorragiche.
Chi ha avuto un precedente episodio di dengue sa di essere maggiormente esposto al rischio di gravi complicazioni e persino di dengue emorragica.
Per costoro è sicuramente più pericoloso viaggiare nei paesi tropicali durante la stagione umida o fermarsi in una regione dove è in corso un fenomeno epidemico.
[Ottobre 2009]

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