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Il centro catastrofi indonesiano ha fatto scattare il massimo livello di allerta per l'eruzione del vulcano Sinabung sull'isola di Sumatra che, dopo 400 anni di silenzio, ha cominciato a sputare lava, fumo e ceneri.
I primi segni si erano registrati nel corso della giornata di ieri, quando sono state avvertite forti scosse; l'attività vulcanica è andata intensificandosi rapidamente e nella notte il cratere ha vomitato lava incandescente, cogliendo di sorpresa la popolazione.
Dodicimila le persone finora evacuate dalle autorità dell'isola; non ci sono al momento notizie di vittime o feriti.
Una densa nuvola di fumo, che raggiunge i 1500 metri di altezza, avvolge l'area del vulcano; la vegetazione sui pendii del monte è in fiamme e la visibilità al suolo è ridotta a cinque metri.
"La situazione è sotto controllo e le squadre d'emergenza, sono già sul posto", assicura Priyadi Kardono del National Disaster Management Agency.
Dal servizio geologico nazionale precisano che non si conosce il carattere di questo vulcano, perché è rimasto inattivo dal 1600. Sulla base dei dati disponibili, sembra tuttavia improbabile l'ipotesi di un'eruzione distruttiva.
L'Indonesia si trova al centro del cosiddetto "anello di fuoco" ed è soggetta ad un'intensa attività sismica e vulcanica. Il monte Sinabung è uno stratovulcano, dello stesso tipo dell'Etna, situato nel nord dell'isola di Sumatra, la terza per grandezza dell'arcipelago, dopo Borneo e Nuova Guinea.