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Storie dai Tropici

Muore Hugo Chavez, quale futuro per il Venezuela?

(Caracas, Venezuela – 6/3/2013)

Dopo un lungo calvario e quattro operazioni Hugo Chavez ha perso la sua battaglia contro il cancro. A dare l'annuncio della morte del leader venezuelano il vice presidente Nicolas Maduro.

Nato a Sabaneta nell'est agricolo del paese da una coppia di insegnanti progressisti, Chavez frequenta l'accademia militare. Ma una volta ottenute le stellette si rende conto della corruzione diffusa tra le forze armate e, invece di contrastare i movimenti ribelli, comincia a solidarizzare con i guerriglieri.
Nel 1982 il giovane Chavez fonda un movimento politico clandestino, ispirato all'eroe della guerra di indipendenza dagli spagnoli Simon Bolivar. Negli anni successivi la figura del Libertador diventerà un culto, un mito che porta il leader venezuelano a rinominare il paese Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Nel 1992 Hugo Chavez guida un colpo di stato ma l'azione fallisce. Mentre passa due anni in prigione il giovane ufficiale guadagna grande popolarità tra le classi più basse, scontente delle ricette neoliberali del sistema partitico tradizionale.
Uscito di prigione Chavez dà vita ad un nuovo movimento politico, il cui obiettivo è combattere corruzione e oligarchie e affrancare il Venezuela, uno dei più grandi produttori di greggio al mondo, dallo strapotere USA e delle multinazionali del petrolio. Affiancato dalle masse popolari, l'ex golpista ed ex colonnello dei parà Hugo Chavez vince le elezioni del 1998 con un'ampia maggioranza e sale, questa volta democraticamente, al potere.

Nel suo primo mandato presidenziale Chavez mantiene le promesse e adotta una politica, da lui definita “socialismo del XXI secolo”, che attinge al sogno utopico cubano e si mescola ad elementi nazionalisti e richiami al passato latinoamericano.

La retorica ideologica di Chavez è spesso eccessiva, ingombrante, ma non fine a se stessa e serve ad attirare l'attenzione su interessi nazionali concreti. In quegli anni il Venezuela vince l'analfabetismo, migliorano sensibilmente le condizioni sanitarie e i marginalizzati riacquistano dignità. La povertà passa dal 40% nel 1999 al 27% nel 2007. Anche i detrattori riconoscono a Chavez questi successi.
L'onda socialista venezuelana è un terremoto che scuote anche le altre nazioni del continente sudamericano, tutte quelle che solo dieci anni fa uscivano da dittature crudeli e non avevano un domani.

La sfida è comunque enorme e i programmi sociali bolivariani non bastano a risolvere i problemi del Venezuela. Chavez viene riconfermato da un referendum popolare, resiste ad un golpe orchestrato da Washington e rimane in carica. Ma negli anni la politica chavista si radicalizza, troppo centralizzata attorno alla figura del presidente e alla sua retorica dirompente.

E' rieletto alla presidenza del Venezuela nell'ottobre del 2012 ma non fa in tempo a giurare. Il cancro, che lo divora ormai da due anni, chiede un altro tributo e lui vola nuovamente a Cuba per farsi operare. Prima però nomina come successore il suo delfino, Nicolas Maduro, fedelissimo tra i fedeli e amico della prima ora.
Lo scorso 20 febbraio, dopo quasi tre mesi passati in ospedale all'Avana, Chavez torna a Caracas, quasi a sorpresa. Ma è ancora molto grave e non appare in pubblico. Cominciano a farsi insistenti le voci che lo danno già morto. Ieri pomeriggio da Caracas l'annuncio ufficiale.

Hugo Chavez, 58 anni, quattro figli, leader controverso quasi quanto il suo amico e alleato Fidel Castro, lascia un grande vuoto ma anche scompiglio e confusione in buona parte della popolazione venezuelana.

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