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Perù

Perché andare

I motivi per andare in Perù di certo non mancano. Solo di siti riconosciuti come patrimoni dell'umanità dall'UNESCO, questo paese ne conta ben undici.
I patrimoni culturali includono la città di Cuzco, i centri storici di Lima e di Arequipa e cinque complessi di valore storico e archeologico: Machu Picchu, Chavin, Chan Chan, Caral e i geoglifi di Nazca.

Accanto a queste meraviglie antiche, che già da sole meriterebbero il viaggio, ci sono i patrimoni naturali, territori di straordinaria bellezza e di grande importanza per la conservazione di preziosi ecosistemi. Sono il parco nazionale del Huascaran, quello del Manu e, infine, il parco del Rio Abiseo, il più inaccessibile e l'unico di questo lungo elenco non ancora aperto al pubblico.
Ai siti iscritti nelle liste dell'UNESCO si aggiungono sessanta aree naturali protette dallo stato, distribuite tra costa, sierra e selva, e che insieme coprono il 15% del territorio del Perù. Uno spettacolo assoluto della natura che, grazie alla particolarissima geografia e ad una varietà di climi e zone ecologiche diverse, spazia dalle nevi perenni delle catene montuose tropicali più alte del mondo ai deserti costieri, dai condor ai colibrì, dalle orchidee amazzoniche a quelle che crescono fino a 4.000 metri di quota sulla Cordillera Blanca.

A Lima, dove di solito comincia e finisce il viaggio, il clima non invoglia i turisti a fermarsi per più di qualche giorno. La garua, una nebbiolina persistente che avvolge per nove mesi l'anno la capitale, trattiene anche le sostanze inquinanti e rende grigia questa città che, invece, ha tanti luoghi d'interesse, come piazze, chiese ed edifici coloniali, insieme a diversi musei, il più noto dei quali è il Museo Nacional de Antropología y Arqueología, che presenta esposizioni permanenti e temporanee di arte peruviana antica.
Lima è una metropoli sovraffollata, con quasi nove milioni di abitanti, che come altre città latino americane vive a metà tra l'eccellenza umana e artistica del passato e la realtà del presente, socialmente divisa tra i quartieri residenziali di Miraflores, San Isidro e Baranco e le bidonville disordinate, dove si accumulano i disperati che hanno lasciato gli altipiani andini per cercare fortuna in città.

Uscendo da Lima l'itinerario seguito da molti turisti è verso sud. La Carrettera Panamericana, il nastro di cemento che si snoda dall'Ecuador al Cile, attraversa i deserti costieri passando per cittadine e piccoli porti di pesca e sale fino all'arida regione di Nazca.
Nell'altopiano, tra Nazca e Palpa, migliaia di disegni decorano un'area di quasi 3.900 km quadrati: sono i geoglifi o le linee di Nazca, create nell'arco di un millennio dalla civiltà nasca, che visse nel Perù meridionale a partire dal 400 a.C. e scomparve, per cause ancora incerte, nel 600 d.C.
Anche sul significato delle linee non ci sono certezze, sebbene molti ritengano che i geoglifi svolgessero un ruolo importante nei rituali cerimoniali di buon raccolto e d'invocazione delle piogge. Il modo migliore per apprezzarne il fascino, e insieme il mistero, è ammirarle dall'alto; la zona è perciò ogni anno presa d'assalto da migliaia di turisti che salgono su piccoli triposto per vivere quest'emozione unica.

La destinazione successiva è Arequipa, nota come città bianca, perché conserva splendidi edifici costruiti in epoca coloniale con una pietra vulcanica chiara, che riluce al sole. Arequipa sorge a oltre 2.000 metri di altitudine, ai piedi dei vulcani delle Ande occidentali, le cui vette innevate fanno da sfondo a questo piccolo gioiello architettonico.
Nei dintorni l'attrazione principale è costituita dal Canyon del Colca, uno dei canyon più profondi del mondo, scavato dal fiume omonimo. Punto di partenza per ogni escursione in zona è il paesino di Chivay, circondato manco a dirlo da una splendida cornice di vette e vulcani, e con un vivace mercato quechua; a poca distanza c'è la sorgente termale di La Calera, dove è possibile fare un bel bagno caldo.

Puno è invece la porta d'accesso principale al Titicaca, che con i suoi 3.820 metri di altitudine è il lago navigabile più alto del pianeta.
Il blu dell'acqua e la luce straordinariamente tersa rendono magica l'atmosfera; per molti, tuttavia, l'attrazione principale è rappresentata dalle isole galleggianti, fatte di strati sovrapposti di canne, dove vivono, a volte solo per la gioia dei turisti, alcune famiglie di etnia uros. La zona è nota inoltre per il gran numero di feste popolari, danze e musiche tradizionali.

Infine, le regine di ogni tour che si rispetti, Cuzco e Machu Picchu, tanto belle quanto turistiche e quindi inevitabilmente affollate; entrambe rischiano di perdere parte del fascino e della loro autenticità sotto il peso della speculazione edilizia e dei commerci.
Lungo le ripide strade di Cuzco, che fu la capitale dell'impero Incas, le pietre perfettamente incastonate delle muraglie incaiche costituiscono la base su cui appoggiano gli edifici coloniali e le chiese barocche, in un raro esempio di fusione architettonica tra la civiltà precolombiana e quella dei suoi invasori.
Cuzco è poi una città molto viva e animata, piena di ostelli, alberghi, ristoranti e café e punto di partenza per la visita alle rovine archeologiche di Sacsayhuaman, Qenko, Puca Picara, Tambo Machay e, naturalmente, di Machu Picchu.
L'impatto visivo con l'antica cittadella inca è grandioso, così come è unica la sensazione di mistero che si diffonde dal sito, considerato una delle sette meraviglie del mondo.
Perché una struttura dal disegno tanto sofisticato sia stata edificata sul dorso di uno sperone sporgente e quale fosse la sua reale funzione sono un enigma che continua a tormentare gli studiosi. E che coinvolge chiunque vi faccia visita.

continua a leggere: Quando andare - il periodo migliore per il tuo viaggio

     


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