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Storie dai Tropici

Nuovo attacco di squalo, muore un surfista

(Saint-Dénis, Réunion - 21/9/2011)

Un nuovo incidente mortale che ha come protagonisti uno squalo e un surfista. Teatro della tragedia, l'isola di Réunion, gioiello naturalistico nell'oceano Indiano semi dimenticato dai circuiti del turismo organizzato. Qui ci si viene per i vulcani imponenti, per una natura ancora in parte selvaggia e per il surf.
Mathieu Schiller, il giovane rimasto vittima dell'ultimo attacco, non era un surfer qualunque: campione di bodyboard, istruttore di surf, nonché maîtres-nageurs sauveteurs (l'equivalente del nostro maestro di salvamento).
La tragedia si è verificata intorno alle 15:00 di lunedì, davanti alla popolare spiaggia di Boucan-Canot. Il mare era formato ed era stata quindi issata la bandiera rossa; ma con un onda di tipo shorebreak, che si rompe ad una ventina di metri dalla riva, era difficile resistere alla tentazione di prendere la tavola.

Il gruppetto di surfisti agguerriti, che si erano lanciati in acqua insieme a Mathieu, ha sentito gridare; il giovane era gravemente ferito ad una gamba, ma due amici sono riusciti a farlo risalire sulla tavola. Poi chissà, un nuovo attacco o forse un'onda, hanno trascinato via per sempre lo sventurato ragazzo.
Le ricerche sono proseguite invano fino al giorno successivo, senza che il mare restituisse il corpo di Mathieu. Le squadre hanno invece segnalato la presenza di uno squalo di circa quattro metri. La comunità di surfisti è sotto choc e questa sera renderà omaggio all'amico scomparso.

E' il quarto attacco di squalo dall'inizio dell'anno alla Réunion e la preoccupazione cresce; nel mese di luglio era stata creata un'unità di crisi , con il compito di studiare il problema.
Ora pare che il prefetto dell'isola voglia avviare una “caccia preventiva” alle specie pericolose che da sempre popolano queste acque: squalo tigre, mako e bull shark (squalo dello Zambesi). L'operazione partirà forse già nel fine settimana intorno alla fascia costiera tra Boucan-Canot e Roches Noires, area nella quale si sono registrati i quattro attacchi del 2012. A che serve una tale misura? Che fine faranno gli squali catturati? Non sono stati forniti dettagli.

Secondo Bernard Seret, biologo che lavora presso il museo nazionale di storia naturale di Parigi e che ha studiato a lungo gli squali della Réunion, sarebbe come sacrificare gli squali sull'altare della stupidità. D'altra parte è quello che hanno fatto alle Seychelles, dopo il doppio attacco mortale davanti ad Anse Lazio: decine e decine di squali abbattuti, senza che fossero mai trovati resti umani nel loro stomaco.
Chi vuole bagnarsi a pochi metri dalla riva può continuare a farlo, senza correre grossi rischi, sottolinea lo studioso; ma la zona di Saint-Gilles dovrebbe essere chiusa ai surfisti. Non è così semplice, sarebbe una decisione troppo impopolare, senza parlare poi del danno economico. Meglio accontentare tutti, la caccia allo squalo killer serve a questo.

Per tenere separati gli uomini dagli squali ed evitare che s'incontrino, ci sarebbero le reti, ma anche questa scelta non è priva di rischi. Si è visto che in determinate condizioni le reti antisqualo provocano la morte di delfini, tartarughe ed altre creature marine; e poi, nella zona antistante Saint-Gilles, il fondale diventa subito profondo e installare le reti sarebbe troppo complicato.

Il problema è, come si vede, di non facile soluzione. Ultimamente c'è stato grande scalpore sugli attacchi di squalo, che sembrerebbero essere in aumento in tutto il mondo. In realtà, basta guardare i numeri: in totale ci sono un centinaio di incidenti l'anno, con una dozzina di morti. E' più facile essere schiacciati da un elefante o morire colpiti da un fulmine che rimanere vittima di uno squalo.
Basterebbe capire, come suggerisce Bernard Seret, che in mare l'uomo è solo un ospite, mentre questo brutto e grosso pesce cartilagineo, vecchio milioni di anni, è a casa sua.

Altri dettagli: Clicanoo.re - Journal de l'île de la Réunion
Leggi anche: Chi ha paura dello squalo?
Schede PaesiTropicali.com: Réunion

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